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2004-08-02 - 9:22 p.m. Mi sono infilato un mignolo nell'orecchio. E' stato come ripiombare in quei giorni in cui il battito cardiaco volava a mille, in cui gli occhi si riempivano di visioni divine, ma anche demoniache. Sulla punta del mio mignolo oltre a del materiale ceruleo si stendevano ancora una 30ina di granelli di sabbia della Graciosa. Un onda mi aveva investito, ingoiato e rigirato come cazzo gli pareva. Avevo sabbia in ogni orifizio, compreso quello rettale. Oltre che violento è stato anche terribilmente divertente. Ritrovarsi con la faccia piabtata sulla sabbia e riemergere con un espressione da manicomio, deforme in ogni angolo del viso e vedere la faccia di Marlene stomacata dal ridere. Quel giorno alla isla graciosa c'era un mare turchese che ti invitava a morirci dentro, ti invitava ad entrare e a gioicarci come avere di botto 6 anni. Ed è quello che ho fatto. Potrebbe essere irripetibile essere in un posto così. Ma nel mio caso non sarà irripetibile. Sono tornato da una settimana, ammortizzo abbastanza bene perchè ho la forte convinzione di tornarci in ogni caso prima della fine dell'anno. Sono stati giorni diversi dalle soltie vacanze. Come sempre a Lanzarote si scoprono cose. Non importa se cose stupide, utili, paesaggi, posti, persone, l'importante è imparare, incassare e portare a casa. So che sembrano stupidate post vacanziere, anche perchè è gia una settimana che mi sfondo il culo e il fegato al lavoro, ma sono esperienze che un'po ti sconvolgono nel loro piccolo. Cioè son piccole cose che ti sconvolgono in grande. Lei è sempre tutto ciò che io possa chiedere. Tutto ciò che io possa volere e desiderare.Lei è uno specchio. Il futuro è incerto, o meglio non esiste proprio. Ma il mio presente è talmente figo che non mi va di pensare al futuro. Mi va di pensare che adesso sto bene. Domani magari sarò morto. Posso anche dire che un idea di trasferimento mi attira da matti, ma non è il momento di pensare e calcolare. E' il momento di vivere quello che c'è. Ad ogni modem, mi sembrava di essere in un documentario. Il giorno che sono caduto in una crepa magmatica e con la gamba piena di sangue sono stato attaccato dalle mosche bramose del mio nettare...divertente, ho dato il mio sangue a 4 mosche, 4 ombre de rosso non gli fan di certo male. E quando ho scalato quella mini collina vulcanica a la Graciosa, quando ero sul picco, che vedevo l'arcipelago spuntare dalla nebbia mi sono sentito un'po come un aquila sul suo nido. Ho anche pisciato in messo alla strada, una strada di sabbia adibita alle jeep...non c'era nessuno. Mi piaceva guardarmi l'uccello immerso a tutto quel blu di mare e di cielo. Un posto così non si può non amare come casa propria. Ora sono qui, domani mi attende il tipico giorno lavorativo di agosto. Sono pronto ad incassare parte delle batoste, ancora inpiedi. Sempre felice. Sabato e Domenica, Firenze //listen "getti del campo che bagnano"
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